
Ai membri del coordinamento nazionale
Ai responsabili territoriali
Ai simpatizzanti
Ai membri del comitato scientifico
La lunga marcia verso la terra promessa
Carissimi amici,
diceva Platone che il politico è il medico della società: se sarà un bravo o cattivo medico lo si vedrà dai risultati della sua terapia sul paziente e quindi dalla giustezza della sua diagnosi.
Se dovessi applicare questa categoria intellettuale ai nostri-nostrani e poco ruspanti politici italici si sarebbe portati ad affermare che le scuole di medicina funzionano male e che più che medici abbondano dei retori e sofisti della medicina. In tempi convulsi, complessi e contradditori, dove sembra che alla logica dei fatti sia stata sostituita la creatività dei non fatti, occorre essere astuti e scaltri, prudenti e diffidenti, attenti e riflessivi.
Una piccola per quanto determinata formazione culturale-politica, come la nostra, non si può concedere errori o distrazioni. E’ saggia regola di condotta sapere anche quando occorre aspettare, il che non vuole dire arrendevolezza o debolezza, ma bisogna mettere in soffitta il –tempo- ed attendere per ripartire.
In queste settimana il mio silenzio, non è stata una manifestazione di inazione o, di messianica attesa nel miracolo laico. Ho scrutato fra le pieghe della realtà politica per individuare il varco offertoci per proseguire il nostro cammino. Per non tediarvi eccessivamente preferisco ripartire il mio scritto in parti riguardanti il nostro scanzonato, impegnato, appassionato tentativo di dare soddisfazione alla nostra volontà politica.
Stato di avanzamento della nostra prima attuazione sul campo di una nuova cultura ambientalista.Abbiamo finalmente avuto un riconoscimento della nostra nuova impostazione culturale, imperniata sul fare –dell’ambiente- una opportunità economica, occupazionale, turistica e contestualmente di recupero della memoria e identità storica di una comunità.
Il progetto – per un parco storico-culturale-letterario e fluviale sul fiume Tevere- è stato approvato.
Nei prossimi giorni, grazie alla collaborazione di alcuni membri del comitato scientifico del nostro movimento e con la disponibilità di altri tecnici che condividono pienamente la nostra idea, procederemo alla realizzazione del progetto attrattivo, grazie alla piena fiducia ed al mandato avuto dalla giunta comunale capitolina.
Si tratta di una visione che segna una netta discontinuità con la politica ecologica dei verdi e del centro-sinistra. Per la prima volta il fiume cessa di essere un semplice corso d’acqua da recuperare ecologicamente e riprende la sua anima profonda di una realtà compenetrata da storia, cultura, da innumerevoli vicende, che non hanno eguali per nessuno fiume del mondo. Era venuto il momento di rimettere al loro giusto posto tutti gli elementi che formano l’essenza di questo grande fiume, e di farlo tornare nuovamente protagonista storico-culturale e grande opportunità di offerta turistica mondiale.
Tale rinascita, se ci lasceranno fare, coinciderà con il riportare la vita sul fiume oltre che ridargli la salute biologica.
Per non dilungarmi, ecco la nostra sfida: fare del fine mancato da Rutelli e Veltroni (il risanamento del fiume) una condizione per una promozione turistico-culturale che arricchirà l’offerta turistica romana e italiana e contribuirà a rafforzare il ruolo di attrattore turistico del paese Italia. Per chi è interessato potremo far pervenire tutto il progetto nelle sue linee fondamentali.
Per il centro studi –ambientalisti liberal F.I. e A.N.
Nella precedente comunicazione vi avevo esposto la nostra proposta di un centro studi - per un concreto governo dell’ambiente- che doveva rappresentare uno strumento fondamentale per la crescita di una cultura e politica ambientale nel centro-destra. Avevo sottolineato il ruolo strategico che tale organismo dovrebbe svolgere, sia per veicolazione delle nostre idee nelle istituzioni parlamentari e nell’interfaccia con il Ministro dell’ambiente e per istaurare un rapporto continuativo con il mondo d’impresa.
Se tutto andrà bene, nei prossimi giorni, con una discreta tribolazione e una certa lentezza ( da non imputare a noi) il neonato organismo verrà alla luce e farà i suoi primi passi.
La sede sarà in via del Seminario nel cuore della cittadella politica e disporrà di una dotazione finanziaria che ci permetterà di insediare una segreteria a tempo pieno e predisporre il primo convegno programmatico “ sui rifiuti speciali pericolosi”. Chi ha seguito le nostre trasmissioni sul Canale della libertà, si ricorderà quella trasmissione incentrata sui rifiuti tossico nocivi, uno dei principali problemi ecologici e politici del nostro paese.
In coincidenza con il seminario dovremmo predisporre una nostra mobilitazione nazionale al fine di porre l’attenzione del parlamento, del centro-destra e del Paese su una vicenda che rappresenta il principale alimento per l’eco-mafia e in generale l’attività malavitosa.
Il secondo momento di confronto e proposta politica sarà legato al rapporto – turismo e ambiente- dove parchi e aree marine protette avranno un ruolo da protagonisti. E’ inutile nascondere che la messa in atto di questa idea rappresenterà un grande successo culturale e politico per la nostra piccola ma sagace formazione politica.
per fare della economia turistica la scelta strategica fondamentale nelllo sviluppo del paese.
La crisi finanziaria in atto, la recessione operante, le grandi trasformazioni economiche mondiali appena iniziate, che produrranno un nuovo assetto globale, contribuiranno a segnare nei prossimi mesi una fase non solo di congiuntura economica o di ristagno ma anche di trasformazione radicale dello scenario europeo, che vede il nostro paese in ritardo e in affanno.
Sappiamo come stiamo entrando dentro a questo radicale cambiamento, ma ignoriamo come ne usciremo.
Che pensare sia un esercizio difficile, lo sappiamo; che il mal pensare sia più facile che un saggio e sapiente articolarsi di idee fini e sagaci, ognuno di noi lo ha sperimentato, ma l’insipienza e il sonno della ragion creativa è inaccettabile. Siccome noi abbiamo tendenze goliardiche, anticonformistiche e siamo curiosi, ci siamo chiesti:
che cosa questo paese ha di ricchezza uniche e non riproducibili?
Risposta: le bellezze storiche, culturali, architettoniche, naturalistiche e paesaggistiche che l’attraversano dalla Trentino a Lampedusa.
Quale è la industria che ogni hanno cresce a ritmi elevati ? .
La risposta ci viene dalle statistiche redatte a livello internazionale e rimanda al turismo.
Pensate che nei prossimi anni, crisi a parte, solo in Europa si prevede l’arrivo di circa 600 milioni di turisti molti dei quali provenienti dalla Cina, India, Russia ecc. ecc.. Dato questa sanguigna premessa e costatato che i comparti tradizionalmente portanti della nostra economia –dall’edilizia, all’industria manifatturiera, all’agricoltura - sono in crisi e condannati a non reggere la concorrenza tradizionale allora si dovrà cercare dove strategicamente occorre investire risorse umane, creatività, inventiva, risorse economiche per fare una economia di sistema e la risposta se non si fosse cieche e sordi è già nei fatti: l’industria turistica.
Per giungere a questa ovvia conclusione deduttiva bisognerebbe rompere i vecchi modelli di pensiero economico e sostituirli con dei nuovi, quello che in gergo epistemologico si chiamano i – nuovi paradigmi- cioè un nuovo modo di pensare conforme ai mutamenti in atto.
Questo noi abbiamo fatto qualche mese fa e, armati di santa pazienza si è iniziato ad inoculare in rappresentanti istituzionali del centro-destra alcune ideuzze inerenti ad una grande scommessa: il futuro economico di questo paese deve vedere nella economia turistica la punta di diamante per compensare le inevitabili o poco evitabili cadute nei tradizionali ambiti produttivi.
Un primo risultato lo abbiamo ottenuto: la Brambilla è entusiasta delle nostre idee, nei giorni scorsi vi è stato un incontro con il suo staff che ha preparato quello con lei che si terra nei prossimi giorni.
Anche il nostro Tortoli condivide il progetto che dovrebbe essere inoltrato alla ermetica Ministra dell’Ambiente e del Territorio la on. Prestigiacomo. In cantiere è previsto un incontro con il Ministro dei Beni Culturali, il resto lo si vedrà.
Rimane fermo un punto, ancora una volta una proposta di ampio respiro e di lucidità strategica esce dal ventre del nostro piccolo movimento..
Il nostro avvicinamento al nascente P.D.L.Pur se non credo che sarà facile, indolore e non privo di ostacoli (I segnali di questi giorni manifestano la complessità dei fattori in gioco e le diversità politiche, culturali, strategico organizzative intercorrenti fra F.I. e A.N.), per la nostra formazione l’entrata nel grande contenitore del P.D.L. è un passo obbligato.
Per dirla alla Montanelli, pur con riserve e ritegni non possiamo non percorrere questa strada, diversamente non avrebbe senso il continuare ad esistere come soggetto politico. Sospinto da questa convinzione nei giorni scorsi si è –finalmente – tenuto un incontro con il coordinatore di F.I. on. Verdini. All’appuntamento, preparato da Tortoli, e con la sua stessa presenza si è discusso della nostra entrata nel partito in formazione.
Verdini con una concretezza cristallina ha prospettato due alternative: la prima di essere accreditati come una piccola formazione politica e aggiungersi alle atre già presenti in quel fantomatico –parlamentino costituente- e la seconda, dato che siamo già federati a F.I. di fondersi in essa.
Lo stesso Verdini ci ha invitati a seguire la seconda opzione che ritiene più utile e forte per una nostra presenza incisiva; possibilità ove, lui stesso, svolgerebbe un ruolo di garante.( è ancor viva in noi la ferita prodotta dal comportamento di Bondi)...
Nel caso in cui avessimo scelto la fusione veniva messo a disposizione degli –ambientalisti liberal- il dipartimento nazionale denominato – turismo e ambiente-.
Pur con alcune situazioni caotiche lo stesso Verdini si impegnerà per l’inserimento dei nostri uomini nelle diverse situazioni territoriali dove noi siamo presenti. Dato la necessità di dare una rapida risposta, ho proceduto ad una riunione dell’ufficio di presidenza che ha convintamente optato per la fusione. Ho anche sentito il nostro Moretti come coordinatore del comitato scientifico e altri esponenti del movimento tutti concordi nella fusione. Nei prossimi giorni vi sarà quindi il secondo incontro con Verdini per definire i termini della nostra entrata. Gli Ambientalisti Liberal continueranno ad esistere come associazione ambientalista, quindi la nostra rete non si scioglie, come si sa la politica è il regno del possibile e le vie del Signore sono infinite.
Personalmente ritengo che questa scelta sia quella che ci permetta un peso maggiore nel nostro arduo compito di concepire e praticar la politica come il primato delle idee sulle stronzate. Credo comunque che sia importante che ciascuno esprima la sua opinione, approfittando di questa mailing-list o del nostro FORUM (
http://ambientalistiliberal.blogspot.com/), dove in nostro coordinatore Moretti metterà copia di questa mia lettera.
Ultima cosa, a breve si terrà a Roma la riunione del nostro coordinamento politico allargato: stiamo aspettando la disponibilità di Verdini per definire la data.
Con affetto
Silvano Vinceti
14 novembre 2008