
mi presento:
sono Nedda Gilè, e sono presidente del New Frontiers Club, nato agli inizi degli anni '90 a Milano, dove ci siamo occupati prevalentemente di divulgazione ambientale, con lo stesso spirito del vostro movimento. Dopo una breve pausa a causa del trasferimento, abbiamo deciso di riattivare il club nel Comune di San Michele al Tagliamento (Ve), dove uno dei nostri soci fondatori ha messo a disposizione la sua casa rurale e un campo agricolo.
Abbiamo quindi deciso di realizzare un progetto di tipo naturalistico convertendo il campo agricolo in un parco botanico per scopi didattici. Ora abbiamo bisogno di collaboratori competenti che ci aiutino ad attuare questo progetto.
Il motto di questo progetto è: Per la salvaguardia della flora autoctona nelle zone rurali, per la riconversione dei campi a zona naturale, e per la ripopolazione degli insetti e altri animali, ormai scomparsi dal ciclo biologico.
Questo perché stiamo assistendo - nonostante il PAT - allo scempio di questa zona, coltivata a mais e soja per le bioenergie, malgrado qui la terra fertile sia speciale per i famosi asparagi bianchi di Bibione e il radicchio rosso e per i vitigni e altro.
Purtroppo i politici non se ne curano, sebbene vi sia la presenza di un senatore della commissione agricoltura che abita in questa zona!
Noi vorremmo poter sensibilizzare gli abitanti di questo Comune, che sono prevalentemente contadini che - proprio per questo - possono tutelare l'ambiente pur traendone dei benefici economici.
Il progetto nasce dalla disponibilità del terreno, di proprietà di uno dei soci fondatori e dal desiderio di dare l'esempio di come si può convertire un campo agricolo in ... qualcosa di meglio, nella speranza che altri vicini ci possano imitare.
Noi vorremmo poter sensibilizzare gli abitanti di questo Comune, che sono prevalentemente contadini che - proprio per questo - possono tutelare l'ambiente pur traendone dei benefici economici.
Il progetto nasce dalla disponibilità del terreno, di proprietà di uno dei soci fondatori e dal desiderio di dare l'esempio di come si può convertire un campo agricolo in ... qualcosa di meglio, nella speranza che altri vicini ci possano imitare.
Questa zona è sottoposta al P.A.T e perciò dovrebbe avere delle zone di rimboschimento per interrompere i tanti campi coltivati, soprattutto lungo il fiume e nella zona abitativa.
Come si può vedere dal progetto e dalle foto che allego, vorremmo creare il parco con piante autocnone e dedicare uno spazio per la sede del Club sistemando uno chalet alimentato a energia solare. L'optimun sarebbe di non utilizzare assolutamente materiale edilizio.
Chiedo perciò: c'è qualche esperto nel Movimento che ci possa dare dei consigli sia di carattere botanico che solare?
Vi ringrazio e vi saluto.
Nedda
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Cara Nedda,
passo il tuo progetto a tutto il gruppo, perchè sono sicuro che sarà letto con piacere.
per quello che mi riguarda, Io non sono un botanico (lo è mia madre) ma la passione "verde" mi ha da sempre portato ad approfondire l'argomento. in particolare, da geologo quale sono, mi ha sempre interessato la storia della vita e la sua evoluzione, che si esprime attraverso la competizione e vari stadi di equilibrio dinamico.
passo il tuo progetto a tutto il gruppo, perchè sono sicuro che sarà letto con piacere.
per quello che mi riguarda, Io non sono un botanico (lo è mia madre) ma la passione "verde" mi ha da sempre portato ad approfondire l'argomento. in particolare, da geologo quale sono, mi ha sempre interessato la storia della vita e la sua evoluzione, che si esprime attraverso la competizione e vari stadi di equilibrio dinamico.
Cercherò quindi di risponderti da mezzo profano ed in parole semplici. Dal punto di vista ecologico, un sistema è tanto più stabile e completo quanto maggiore è il numero delle sue componenti: semplificando in maniera brutale, oggi diremmo quanto maggiore è la sua biodiversità
Nel ruolo del bosco, entrano in gioco moltissimi fattori.
Ora immagina un incendio, una valanga, una frana che aprano una ferita nel bosco: immediatamentesi lo spazio viene aggredito da nuove specie pioniere, o da vecchie specie che erano rimaste "latenti" aspettando la buona occasione. In pochi anni avrai un'esplosione di vita selvatica: erbacce, rovi, arbusti impenetrabili, giovani pini, faggi, querce, carpini in corsa per crescere per primi, insetti, scarafaggi, ragni, lucertole, serpenti, ratti ecc.. questa è BIOODIVERSITA'.
Improvvisamente, su di un poggetto roccioso nel centro della valle glaciale, un piccolo paradiso fiorito evariopinto: tra i cespi secchi di ginepro nano, decine di macchie fiorite, ciascuna di un colore e di un tipo diverso. Unica nota strana e stonata, alcune macchie di roccia pelata e bruciacchiata.
Ovviamente, ne abbiamo approfittato per una sosta, un panino ed un buon gotto di vino. Nel bel mezzo di tale idilliaco momento, un tuono improviso ed un nuvolone estivo ci hanno illuminato la mente e messo le ali ai piedi: quel poggetto così grazioso era il luogo prediletto dai fulmini, e su ogni ferita da loro lasciata nel manto erboso di stipa, si era insediata una diversa associazione vegetale, Questa è BIODIVERSITA'.
Ma non basta: il terzo elemento importante è determinato, all'opposto, dall'invecchiamento e dalla morte dei grandi alberi, che porta al terreno una enorme quantità di biomassa; tronchi marci, rami, foglie ecc. che nutrono le comunità di funghi ed insetti demolitori, vermi e quant'altro di viscido riusciate ad immaginare, i quali, loro volta, rendono nuovamente disponibili gli elementi nutritivi per l'ecosistema.
Ma non basta: il terzo elemento importante è determinato, all'opposto, dall'invecchiamento e dalla morte dei grandi alberi, che porta al terreno una enorme quantità di biomassa; tronchi marci, rami, foglie ecc. che nutrono le comunità di funghi ed insetti demolitori, vermi e quant'altro di viscido riusciate ad immaginare, i quali, loro volta, rendono nuovamente disponibili gli elementi nutritivi per l'ecosistema.
Un bosco "vetusto" può gemerare uno strato marcescente spesso oltre un metro, in cui trovano habitat moltissimi animali, piccoli roditori, rettili, uccelli, ma anche selvaggina di media taglia assolutamente da non disprezzarsi in umido con salvia, olive e vin rosso.
La morale è semplice: un ecosistema naturale è come una macchina complessa che funziona bene solo se completa di tutte le sue parti: se, armati di buona volontà, potiamo, diradiamo e rastrelliamo il bosco, raccogliamo e bruciamo i rami secchi e le sterpaglie per "fare pulizia", in realtà sottraiamo biomassa all'ecosistema per rimetterla in atmosfera come CO2.
La morale è semplice: un ecosistema naturale è come una macchina complessa che funziona bene solo se completa di tutte le sue parti: se, armati di buona volontà, potiamo, diradiamo e rastrelliamo il bosco, raccogliamo e bruciamo i rami secchi e le sterpaglie per "fare pulizia", in realtà sottraiamo biomassa all'ecosistema per rimetterla in atmosfera come CO2.
Non stiamo facendo un'operazione ecologica, ma semplicemente modificando l'ambiente secondo il nostro senso estetico. In pratica, è come se smontassimo una Ferrari per farne un carrettino per la spesa. Può essere utile, ma lo preferisco nella versione originale.
Cara Edda, il tuo progetto mi piace moltissimo, in particolare per l'obiettivo di ricreare un abitat per insetti ed animali quasi scomparsi dal ciclo naturale nellearee ad agricoltura intensiva. Ti preannuncio che non sarà facile, perchè tra loro ci sono anche zanzare, ragni, serpenti, topi e scorpioni, tanto utili quanto invisi agli ecologisti da poltrona.
Se potremo esserti utili in qualche modo ne saremo felici, ed invito già da ora tutti i nostri amici a contribuire con le loro idee e la loro esperienza.
Un caro saluto
Antonio Moretti - coordinatore del comitato tecnico-scientifico degli Ambientalisti Liberal
Un caro saluto
Antonio Moretti - coordinatore del comitato tecnico-scientifico degli Ambientalisti Liberal